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  • Writer's pictureFabrizio Pressi

29 maggio 2021-2022 un anno: la visione di Fabrizio

Comunque andrà sarà un successo.


Vi racconto una storia, se avete la pazienza di sedervi e di stare ad ascoltarla.


È una storia di testardaggine, di passione, di volontà. Una storia di cui sono protagonista.


Ne sentirete altre di cose su questa storia ma non saranno le mie parole. Queste invece raccontano la mia versione, perché le storie sono così, soprattutto se coinvolgono persone differenti: ognuno vede il suo e poi sta agli altri leggerne un significato.


Tutto iniziò intorno a metà del 2018, anno in cui mi rendo conto che il mio lavoro, senza volerne fare un vanto, lo so fare bene.

Le cose vanno a gonfie vele, tra la scuola per la quale lavoro e lo Studio Naga, che, contro ogni previsione delle persone attorno a me (quasi tutte, in questo mia moglie mi è sempre stata vicino è supportato), è ormai diventato il mio unico lavoro da un pezzo. Tra massaggi e yoga lo studio attrae più persone di quelle che riesca effettivamente a servire da solo e inizia a spuntare un pensiero fisso nella mia testa, una domanda alla quale cercherò di dare una risposta e che mi porterà ad oggi: posso pensare di costruire qualcosa di più grande con qualcun altro?


E allora ci rifletto su e come ogni volta che ci mettiamo alla ricerca di qualcosa, l'universo si mette in ascolto e qualche occasione ce la pone, sta poi a noi capire se e come affrontarla.

A fine del 2018 si presenta un'occasione, la possibilità di collaborare con una persona.

Qualcuno di voi, tra i miei clienti più storici, forse la ricorda. Oggi la chiamerò Anna, per rispetto nei suoi confronti e per diritto di privacy e licenza poetica.

Cercavo una socia, mica una persona che venisse a lavorare per me, non un dipendente. Un socio è molto di più, è qualcuno di cui fidarsi ciecamente, anche perché se hai un'azienda e quello te la manda (va beh avete capito dove), mica poi ti ritrovi in acque calme e placide.


Insomma allora con Anna ha sembrato funzionare, per lo meno per i successivi 5 o 6 mesi, circa fino a Maggio del 2019, periodo nel quale alcuni nodi non risolti hanno iniziato a presentarsi al pettine: mancanza di volontà di prendere una partita iva, incomprensioni e mancanza di volontà dal punto di vista della direzione aziendale e del marketing, voglia di togliersi dai piedi chi con me collaborava da anni per lo yoga...e tutto ciò mentre si cercava una sede nuova, fino al totale scontro.


Un giorno Anna mi dice, dopo aver visto un cliente nuovo al quale non aveva preso i dati per la fattura: -io tiro l'acqua al mio mulino


Sono una persona ragionevole, calma forse è un'esagerazione ma una risposta del genere ha fatto traboccare il vaso, ormai pieno.

-Cercavo una persona con la quale costruire una barca, partendo da una zattera, non qualcuno che rompesse l'imbarcazione e con i legni rimasti si costruisse una sua nave.

Furono tra le ultime parole che le dissi e lei minacciò di denunciarmi, le risposi di provarci, di andar pure dall'avvocato a dirgli che non accettavo qualcuno che lavorava in nero con me e che serviva i clienti in nero e sentire un po' cosa gli avrebbe risposto.


Fine del sogno (o forse no) ma quel giorno se avessi preso in faccia una trave mi sarei sentito meno a pezzi.


E per fortuna non avevamo firmato ancora nulla nei locali nuovi.


E per fortuna gli 8 mesi successivi li passai a leccarmi le ferite, con tutti (nessuno escluso intorno a me) che continuavano a dirmi che le società migliori sono quelle in numero dispari ed inferiore a tre.

Dico per fortuna perché poi arrivò il covid e ci chiuse tutti in casa e ci fece smettere di lavorare e se allora avessi avuto un affitto più alto allora forse non sarei qui a parlarne e Studio Naga sarebbe solo un morto con poche persone al suo capezzale.


Nel contempo però mi dissi che avevo solo subìto una battuta d'arresto, che non può andare bene sempre e non ascoltai nessuno tranne che me e tornai a sperare che le cose potessero andare diversamente.


Ho un canale preferenziale, se si tratta di guardare in faccia una persona e valutarne le sue competenze operative (almeno nel mio campo), formando massaggiatori in tutta Italia, persone brave ne ho viste nel tempo. Tornai a guardarmi intorno ma accettai anche i limiti della sfida che mi si poneva. Obiettivamente: stavo chiedendo tanto, non solo che qualcuno (chiunque fosse) fosse bravo sopra le righe, avrei chiesto in più impegno, dedizione, amore (lo stesso almeno che ci metto io nel mio lavoro), avrei chiesto coraggio, spirito di iniziativa. Avrei cercato nuovamente qualcuno ma l'avrei fatto in maniera più attenta, forte della precedente sconfitta.


Ed un giorno conobbi Alessia in una mia classe, spaesata come solo lei può sapere ma da subito la sua grinta ed il suo impegno mi colpì. La vidi crescere nella scuola, farsi forza, mordere con una volontà che poche altre volte vidi. Vidi, dal punto di vista tecnico, quella capacità che poche altre volte si affaccia.


Me ne stetti rintanato, senza fiatare, scrutando.


Stetti in silenzio fino al giorno del suo esame di primo livello. E ancora, sbilanciandomi solo dopo per qualche scambio.


Era forse lei che attendevo? Avrebbe accettato la sfida che le stavo per proporre? Fare la pizza, anche buona, è una cosa. Aver la volontà di dirigere una pizzeria è tutt'altra cosa, se potete capirmi.


Io poi la conoscevo solo da allieva, null'altro sapevo di lei.


E quel fatidico 29 maggio dello scorso anno le mandai un messaggio che suonava pressappoco così:

- ma tu hai intenzione di aprire uno studio?...


Da allora son passati 365 giorni esatti.


Insieme abbiamo timidamente iniziato a collaborare, e poi a conoscerci, a fidarci l'uno dell'altra.


Insieme abbiamo trasformato Studio Naga.

Abbiamo trovato finalmente una nuova sede, ci siamo fatti conoscere insieme dai nostri clienti.

Siamo diventati amici, oso dire grandi amici.

Abbiamo scritto un libro insieme.

Abbiamo avuto clienti che ci hanno chiesto se stessimo insieme.

Ho avuto clienti, tra voi, che mi hanno chiesto se andiamo a letto insieme.

Abbiamo avuto parenti che si sono preoccuparti dell'integrità morale delle nostre famiglie.

Perché ancora oggi ci si stupisce che possa esistere un'intesa così ampia, soprattutto tra persone di sesso diverso, se non ci mettono di mezzo il sesso.

Per fortuna abbiamo entrambi compagni di vita comprensivi e per fortuna siamo persone intelligenti e no, non potremmo mai rovinare ciò che stiamo ancora costruendo per un banale "momento osé" anche se siamo uomo e donna, soprattutto per questo, ed il pensiero non ci ha mai neanche sfiorato ma ringrazio per le enormi risate in merito.


E abbiamo progetti in testa enormi e di gran lunga ambiziosi e non vi libererete facilmente di noi, e spero che ne siate felici, come lo siamo noi di questa piccola grande vittoria.


Come ne sono io oggi: perché comunque vada sarà un successo.


Auguri a noi.




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