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  • Writer's pictureFabrizio Pressi

Cervicale: una lettura psicosomatica, prima parte

Nel precedente nostro, abbiamo affrontato una serie di possibili cause muscolari legate alle problematiche al collo, e vi abbiamo consigliato anche una serie di esercizi per poter star meglio.


Oggi ci piacerebbe invece approfondire un aspetto differente: la visione psicosomatica del male al collo.


Ormai, se ci seguite da un po’ sarete consci del fatto che ogni dolore ha il suo corrispettivo nelle nostre emozioni.


Il corpo e la mente non si trovano da soli e distaccati, l’uno influenza l’altro, ed il dolore può essere spesso visto come quella cosa che si prende carico di urlare al mondo (nell’unico linguaggio che il corpo possiede) per trasmettere all’esterno un problema più profondo.


E’ il caso quindi, alcune volte, di cambiare punto di vista, per finire ad analizzare un fastidio fisico con gli occhi che guardino verso un conflitto interiore.


Essere carichi di responsabilità, o ancora aver problemi di adattamento con le persone che ci circondano o con l’ambiente che viviamo quotidianamente, ci pone spesso nelle condizioni di non aver sufficienti energie per affrontare in maniera serena la vita di tutti i giorni.


Questo può essere, e spesso è, il motivo scatenante di dolori cervicali, che si estendono poi alle spalle, come a dire “dobbiamo sorreggere il peso del mondo”.


Da qui l’idea di analizzare in dettaglio ogni singola vertebra cervicale e, dal punto di vista emotivo, cercare di dare una spiegazione a ciò che, dal punto di vista psichico, possano essere i conflitti interiori che portano a manifestare un dolore in quella zona.


In una visione di primo insieme, possiamo indicare le vertebre cervicali, come connesse al movimento, sono supporto (come tutta la colonna vertebrale) al nostro “girovagare per il mondo”. Inoltre, nello specifico le vertebre cervicali mettono in correlazione la parte pensante del nostro corpo con il resto dello stesso.


Una svalutazione intellettuale, la mancanza di pace e di libertà, genera necessariamente un conflitto di schiavitù che porta noi stessi, se non in grado di affrontare “a testa alta” la vita, a “chinare il capo”, in segno di sottomissione o sconforto.


Entriamo quindi nel dettaglio parlando specificatamente, in questa prima parte dedicata alla psicosomatica della cervicale, di atlante ed epistrofeo. Le prime due vertebre cervicali.


In anatomia, l'atlante (C1) è la prima vertebra cervicale della colonna vertebrale.

Il suo nome richiama l’Atlante mitologico.

Atlante, secondo la mitologia greca, era il titano che, non per sua volontà ma per quella di Zeus, sorreggeva, con la sola forza delle braccia e perciò con uno sforzo enorme e soprattutto disumano, il cielo.


L'epistrofeo (C2) è la seconda vertebra cervicale della colonna vertebrale.

La caratteristica fondamentale, che la distingue dalle altre vertebre cervicali, è la presenza di un rilievo osseo di forma grosso modo cilindrica, che si connette alla faccia superiore del corpo grazie ad una larga base, da cui si forma, superiormente un collo stretto, un corpo piuttosto voluminoso, che termina con un apice smusso.


L'atlante, assieme all'epistrofeo, forma l'articolazione che connette il cranio alla colonna vertebrale.

Atlante ed epistrofeo sono adattati per permettere un maggior grado di mobilità rispetto a quello delle altre vertebre.


Dal punto di vista psicosomatico Atlante è correlato alla lingua, alla testa, al, cervello, all’orecchio interno e medio, alla ghiandola pituitaria ed a quella pineale, al sistema nervoso centrale. Possiamo leggere in chiave psicosomatica i dolori presenti in quest’area come riconducibili ad una difficoltà di comunicazione intima, spirituale, o ad un conflitto per coloro che hanno delle percezioni di cui non osano parlare. Se il dolore si presenta a destra ciò può esprimere un conflitto nel non sentirsi ascoltato dalla famiglia, mentre a sinistra il conflitto nel non sentirsi ascoltato nel lavoro o nella vita sociale.


Epistrofeo è invece in stretta relazione con gli occhi, con i setti nasali, con la fronte , la lingua ed il nervo uditivo ed ottico. Si può quindi riscontrare un dolore legato all’incapacità di esprimersi con la parola. Non oso parlare. Spesso il dolore di questa zona è legato ad un conflitto interno familiare. Se il dolore si presenta a destra può essere legato alla famiglia, se si presenta a sinistra è relativo a persone conoscenti.


Continua…


Alla prossima puntata


Fabrizio ed Alessia




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