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  • Writer's pictureFabrizio Pressi

Muladhara, il chakra della radice

Eccoci insieme, per approfondire il primo dei sette chakra: Muladhara, detto anche il chakra della radice.


Situato alla base della nostra colonna vertebrale, rappresenta le fondamenta della nostra vita corporea. Senza fondamenta forti e radicate nulla potrà essere costruito. Il nome stesso del chakra: Muladhara significa radice.


Le nostre fondamenta rappresentano e costituiscono lo scopo, il perimetro e possono definire il luogo dove tutto capita, inoltre forniscono la forma della struttura superiore che può essere costruita ed estesa solo in base ai limiti delle fondamenta, perché saranno loro a determinare quanto forte e solido e cosa può reggere la struttura sovrastante.


Costruire le fondamenta significa per prima cosa accedere ad un istintivo diritto di sopravvivenza. Se questo viene minacciato, compromette tutte le altre funzioni vitali.

Se siete minacciati tutte le energie psichiche sono rivolte alla sopravvivenza. Se le minacce alla sopravvivenza giungono spesso (per esempio se si cresce in un ambiente violento o di povertà assoluta) allora la coscienza si irrigidisce su questo punto, il che porta il corpo a vivere in perenne stato di allarme, invaso dagli ormoni dello stress. Viviamo quindi un'esistenza agitata e possono incorrere disturbi del sonno e con il tempo problemi di potrebbe capitare che salute.


Se viene minacciata la sopravvivenza individuale scaturisce necessariamente la paura che invade il corpo con adrenalina.


Diventiamo ipervigili, agitati ed ansiosi. Se cresciamo nella paura, potrebbe capitare che quello stato vigile sia l'unico che ben conosciamo e, per quanto paradossale, potrebbe diventare l'unico nel quale scaturisce in noi un senso di sicurezza. Se tentassimo di rilassarci ci sentiremo a disagio, in quanto quello stato emotivo non ci sarebbe familiare. Infine questo potrebbe provocare in noi continui sbalzi di umore, pressione alta, problemi di digestione, aritmie, carenze del sistema immunitario.


Tutto il contrario di ciò che sarebbe opportuno sviluppare quando parliamo di solidità e fondamenta.


Per creare o rigenerare delle radici solide bisogna necessariamente individuare le radici della nostra infanzia. Se siamo cresciuti in un ambiente fertile, le radici saranno prospere, altrimenti, dovremo trovare il modo di rifertilizzare quel terreno.


Mettere le radici significa riappropriarci del nostro corpo, sentire gli arti inferiori, la terra, la nostra solidità e stabilità nel corpo. Solo in questo modo potremmo sperimentare concentrazione e dinamicità. Senza radici solide e perdendo stabilità, non potremmo sentirci sicuri di noi stessi e perdiamo la capacità di avere e contenere. Stabilizzare il nostro primo chakra significa quindi convalidare la nostra esistenza ed essere pronti per affrontare la vita e la nostra crescita, sia fisica che spirituale.


Consolidarci significa anche nutrirci in maniera sana. Spesso i disordini alimentari possono essere visti come instabilità del primo chakra e della sua relazione con il nutrimento, fisico ed emotivo. E' di nuovo il diritto ad esistere ad essere minacciato.


Costruire il nostro solido confine ci porta necessariamente alla capacità di concentrarci e di comprendere ciò che vogliamo. Ottenerlo è solo un successivo passo.


Alcuni dei traumi che possono destabilizzare il primo chakra possono essere riassunti così:


-traumi della nascita

-abbandono

-trascuratezza

-difficoltà di nutrizione

-violenza fisica

-incidenti, operazioni e malattie


Per riappropriarsi e curare il primo chakra, bisognerà trovare il modo di nutrirlo a sufficienza. Potrebbero tornar utili sia i massaggi che lo yoga, per esempio.


Infine vorrei evidenziare quali possono essere gli aspetti di un primo chakra in carenza ed in eccesso ed in equilibrio.


Nel primo caso, la carenza, porta ad avere un corpo contratto, vuoto, debole, afflosciato o privo di forma. La contrazione spinge la persona verso l'interno, come a volersi nascondere al mondo, si potrebbe essere propensi a voler cambiare spessissimo posizione, a non riuscire a stare fermi, ad essere irrequieti. La carenza porta inoltre con se un difficile rapporto con il proprio corpo (troppo magro o troppo grande), sia la diminuzione di peso che l'eccesso dello stesso sono due fenomeni apparenti di sparire o nascondersi al mondo. Non si riconosce l'importanza del proprio corpo.


Nel caso di eccesso, invece la persona si sente pesante, se non esiste un problema di peso potrebbero esserci sempre muscoli contratti. Rigidità, indolenzimento e noia, uniti ad una bassa attività fisica porta all'incapacità di muoversi anche a livello mentale e quindi a qualsiasi timore nei confronti di cambiamenti. In genere movimenti fisici come la danza, lo stretching, lo yoga, le camminate, possono aiutare una persona che si trova in questo stato sia fisico che emotivo.


Nel caso invece di un primo chakra ben sviluppato la persona in questione possiede stabilità e consistenza, la sensazione che pervade il corpo è di un benessere generalizzato. Ciò permette alla persona di sentirsi sicura di sè e di sapersi prendere cura di se stessa, tutte cose in grado di mettere la stessa in condizioni di vivere a pieno e di svilupparsi, nonchè eventuamente di costruire rapporti solidi con gli altri.


Se siete vivi, nessuno può dirvi come fare esperienza del mondo e nessuno può dirvi qual è la verità, perchè ne fate esperienza da voi stessi. Il corpo non mente.

Stanley Leleman


Alla prossima puntata


Fabrizio




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